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Misurare l’impatto sociale: una necessità strategica
10.06.2026Le donazioni rappresentano uno strumento fondamentale per sostenere il terzo settore, ma non sempre si traducono in un impatto concreto ed efficace. Nonostante la generosità di privati, aziende e istituzioni, una parte significativa delle risorse viene dispersa a causa di inefficienze strutturali, costi operativi elevati, scarsa trasparenza e difficoltà nel misurare i risultati. Analizzare queste criticità è il primo passo per rendere le donazioni più consapevoli, strategiche e orientate a generare valore sociale duraturo.
Costi operativi e gestione delle risorse
Uno dei principali punti di inefficienza riguarda i costi operativi degli enti beneficiari. Molte organizzazioni, soprattutto quelle di piccole dimensioni, destinano una quota rilevante delle donazioni ricevute a spese amministrative, fundraising e comunicazione, piuttosto che ai progetti sul campo. Secondo le recenti normative, gli Enti del Terzo Settore (ETS) di grandi dimensioni sono ora tenuti a rendicontare l’impatto sociale delle proprie attività, ma la mancanza di standard condivisi e di competenze specializzate rende spesso difficile una gestione ottimale delle risorseideaeuropa.it. Inoltre, la complessità burocratica e la necessità di adeguarsi a nuove regole contabili e fiscali possono assorbire energie e fondi che potrebbero essere impiegati in attività sociali.
Trasparenza e accountability
Un altro aspetto critico è la trasparenza. Nonostante l’introduzione del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) e l’obbligo di rendicontazione per gli ETS di maggiori dimensioni, molti donatori faticano a ottenere informazioni chiare su come vengono utilizzate le risorse e quali risultati vengono effettivamente raggiunti.
La mancanza di dati accessibili e confrontabili limita la capacità di valutare l’efficacia dei progetti e di orientare le scelte di donazione verso le iniziative più meritevoli. Senza un sistema di monitoraggio e valutazione robusto, il rischio è che le donazioni vengano allocate in modo inefficiente, senza generare il cambiamento sociale auspicato.
Misurazione dell’impatto e valutazione dei progetti
La difficoltà nel misurare l’impatto reale delle donazioni è un ulteriore ostacolo. Molti enti non dispongono di strumenti adeguati per valutare i risultati delle proprie attività, limitandosi a report qualitativi o a indicatori generici. Questo rende complicato per i donatori comprendere se e in che misura le risorse stanziate abbiano prodotto un beneficio tangibile. La rendicontazione di impatto sociale, sebbene obbligatoria per gli ETS di grandi dimensioni, non è ancora diffusa in modo omogeneo, soprattutto tra le organizzazioni più piccole. Senza una valutazione rigorosa, le donazioni rischiano di essere guidate più dall’emotività che dall’efficacia, con conseguenti sprechi e opportunità perse.
Allocazione inefficiente dei fondi
Spesso, le donazioni vengono indirizzate verso progetti o enti che, pur essendo meritevoli, non sono in grado di garantire un impatto proporzionale alle risorse ricevute. La mancanza di una strategia chiara e di una pianificazione a lungo termine può portare a sovrapposizioni di interventi, duplicazione di sforzi o, al contrario, a lacune in aree di bisogno non coperte. Inoltre, la tendenza a privilegiare progetti visibili o mediaticamente appetibili può distogliere risorse da iniziative meno conosciute ma potenzialmente più efficaci.
Come migliorare l’efficacia delle donazioni
Per ridurre gli sprechi e massimizzare l’impatto, è essenziale adottare un approccio più strategico e informato. I donatori, sia privati che istituzionali, dovrebbero privilegiare enti che dimostrano trasparenza, efficienza operativa e capacità di misurare i risultati. Strumenti come la rendicontazione sociale, la certificazione di qualità e la valutazione indipendente dei progetti possono aiutare a identificare le organizzazioni più virtuose. Allo stesso tempo, gli enti del terzo settore devono investire in formazione, digitalizzazione e sistemi di monitoraggio per migliorare la propria capacità di generare valore sociale.
Le donazioni possono diventare uno strumento ancora più potente per il cambiamento sociale se accompagnate da maggiore consapevolezza, trasparenza e misurazione dell’impatto. Solo così sarà possibile trasformare la generosità in risultati concreti e duraturi.
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Massimo Bernardo De Dominicis, originario di Pavia, è commercialista e co-fondatore dello Studio DDP Partners di Milano, di cui è naming partner e responsabile delle attività di M&A e Special Situations. Laureato in Economia e Commercio all’Università di Pavia, opera da anni come consulente finanziario e societario, affiancando imprese, istituzioni finanziarie e gruppi industriali in operazioni complesse in Italia e all’estero. Maggiori informazioni su www.massimobernardodedominicis-cv.it



